domenica 21 dicembre 2025

La conclusione della storia della famiglia Florio che mi mette un po' di tristezza

 L’inverno dei Leoni di Stefania Auci (Nord, 416 pp.) chiude la saga della famiglia Florio, iniziata con I leoni di Sicilia, il romanzo che probabilmente è il mio preferito del 2025. 


Pubblicato nel 2021, a due anni di distanza dal primo capitolo, L’inverno dei Leoni prosegue il racconto di altre due generazioni della famiglia. Morto Vincenzo, che aveva portato gli affari a un altro livello, sembra impossibile credere che si possa salire ancora più in alto, avere maggiore influenza, espandere volume e ambiti di affari ed elevare il nome dei Florio a una garanzia per tutto il paese. Ignazio senior, un uomo morigerato, elegante e pronto a sacrificare i sentimenti per la grandezza della famiglia, riesce nell'impresa. Quello che lascia ai giovani figli alla sua prematura morte è un impero che sembra non possa conoscere declino, un patrimonio inesauribile.

Tuttavia, il mondo cambia, gli equilibri politici ed economici sono più difficili con il Regno d'Italia, sempre meno interessato ad essere protagonista sui trasporti marittimi nel Mediterraneo e soprattutto ad avere un occhio di riguardo per una famiglia non solo di Palermo, ma anche sempre meno autorevole negli affari e nel nome. Ignazio Junior e Vincenzo non hanno la stessa abnegazione del padre e del nonno e forse non si affidano alle persone giuste che potrebbero guidarli. Una serie di scandali, di scelte sbagliate e di tempi sfortunati, come le guerre mondiali, non incontrano una risposta autorevole della famiglia e la fortuna che sembrava dover splendere imperitura, si affievolisce e si estingue.

I personaggi che animano queste pagine sono assolutamente indimenticabili, a partire dalla figura triste e contrastata di Ignazio Senior e da quella emaciata e infelice di Giovanna. 

Come nel precedente romanzo, sono i sentimenti, oltre alla storia della famiglia, a essere protagonisti. Questi la fanno da padrone soprattutto nella seconda generazione raccontata da questo libro, quella dei figli di Ignazio Senior, ma più che i due discendenti è la luminosa ed elegante Franca a prendersi le luci della ribalta: moglie tradita innumerevoli volte da Ignazio Junior e punto di riferimento della vita mondana palermitana; fragile e allo stesso momento capace di nascondere dietro a un filo di perle e a un abito le insicurezze e le sofferenze; così magnetica da calamitare ovazioni, plauso, le attenzioni di artisti come D'Annunzio e Boldini e al contempo la compassione per la sua situazione familiare. E poi c'è Palermo, sullo sfondo, ma non troppo, raccontata tra bellezza e criticità.

Il romanzo resta fluente, non banale, avvincente, ma qualcosa, nella scrittura o nelle storie raccontate, per me ha funzionato appena un goccio meno rispetto a I leoni di Sicilia, probabilmente per il tono più amaro e più triste questo secondo capitolo: non solo le tensioni familiari (amori non corrisposti o traditi), non solo la fine della grandezza di una dinastia, ma anche una serie dolorosa di perdite. 

Giudizio: ⭐⭐⭐⭐

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