mercoledì 17 dicembre 2025

Miss Winter in biblioteca con il coltello ha degli elementi costruiti maldestramente

 Stavolta ho un fortissimo sospetto...

Ora vi do tutti i fatti e poi me lo dite voi che cosa sto pensando.

Un villaggio esclusivo dove trascorrere le vacanze, diretto da una fondazione che però non ha un'aria così cristallina e che organizza un Natale con delitto, proprio sulle nevi, per la precisione in mezzo alla peggiore tempesta di neve della storia del Nord dell'Inghilterra. Ovvio, è dove rimarranno intrappolate le sei persone che lavorano per la Fondazione Midwinter e i sei giocatori che per vincere un succoso premio devono risolvere il mistery game di Natale, chiamato Miss Winter in biblioteca con il coltello. Il romanzo (352 pp.) di Martin Edwards pubblicato in Italia da Newton Compton dovrebbe intessere un intrigo degno di Dieci Piccoli Indiani.


Chi sono le persone che si ritrovano a Midwinter? Sei ex lavoratori del mondo dell'editoria crime (un giallista fallito, chi faceva l'editor, chi aveva una casa editrice, chi un podcast, una ex opinionista e una ragazza del mondo della pubblicità), sei vite fallite, persone che hanno bisogno di soldi o meglio ancora una seconda possibilità, ma in cosa? Nella Fondazione? Tra quei tre membri della direzione così misteriosi e le tre persone che lavorano per loro?

Il premio potrà anche essere goloso, ma quando iniziano gli incidenti fatali, non si tratta più di risolvere piccoli enigmi o di scoprire il colpevole nel gioco, ma di trovare quello che sta agendo a Midwinter.

La struttura del libro a tre/quattro livelli di enigma è abbastanza interessante: c'è ovviamente la parte centrale del giallo, ma ci sono anche un cold case, collegato al mistero principale, dei giochi a enigma (con i quali io non sono granché brava) e, naturalmente, il gioco ideato dalla fondazione. La scrittura invece è atroce, incredibilmente ridondante e didascalica, tanto da affaticare la lettura e da farmi riflettere.

Cosa non mi torna:

  • l'eccesso di ripetitività (le stesse informazioni sono ribadite, quasi a costituire un riempitivo, non solo lungo tutto il romanzo, ma anche nella stessa pagina - davvero non se ne sono accorti né l'autore, né l'editor?);
  • la struttura dei fatti legati ai primi due omicidi è incredibilmente schematica e ripetuta identica: una persona sparisce dopo cena, la si cerca, la si trova e si commenta l'evento, prima tra i membri della Fondazione, poi i membri comunicano a colazione cosa è successo nella notte e i restanti ospiti ne discutono poi tra sé (sembra proprio un copione stabilito, con solo le parole da metterci per riempire gli spazi vuoti). Almeno nelle ultime pagine gli eventi prendono una piega diversa, sia pure molto frettolosa;
  • qualche indizio c'è, ma è inserito in modo troppo evidente (a parte il protagonista, ma forse pure più di lui, il passato di una sola delle persone a Midwinter è raccontato con una certa dovizia di particolari);
  • per essere un autore di polizieschi, che si occupa anche di scrivere critica al riguardo, sono un bel po' di errori e io mi chiedo come mai;
  • mi ha fatto molto ridere il Trova-indizi finale (che vorrebbe replicare quello di alcuni gialli del periodo d'Oro): alcuni ok, sono quelli plateali, ma gli altri dovrebbero essere indizi? Sono meno che suggestioni.
Giudizio: Penso che questo sia uno dei romanzi più brutti (ma soprattutto scritti male) che ho letto negli ultimi tempi e se riflettiamo insieme sul perché, secondo me ci viene in mente. ⭐

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