Il giallo-romanzo di spionaggio I sette quadranti di Agatha Christie è tornato in auge con l'uscita della serie Netflix (e adesso lo stiamo leggendo tutti).
Mentre attendo di procurarmi una copia usata contenente Il segreto di Chimneys e I sette quadranti, ossia le due avventure della coppia composta da Lady Eileen "Bundle" Brent e dal Sovrintendente Battle, ho preso in biblioteca una copia Mondadori del secondo (204 pagine).
In questo post vorrei analizzare prima il romanzo e la serie tv, singolarmente, e poi evidenziare le differenze fra i due prodotti.
Il romanzo del 1929 inizia nella tenuta di Chimneys, affittata a Sir Osvald Coote (e dalla moglie, la triste e materna Lady Coote, che è un personaggio divertente in modo sottile, per citare lo stesso romanzo) da Lord Caterham, e frequentata da membri del Foreign Office. Alcuni di loro e dei loro amici hanno l'abitudine di presentarsi molto tardi la mattina a colazione, in particolare Gerry Wade, al quale gli amici decidono di fare uno scherzo. Otto sveglie vengono acquistate e disposte nella camera del ragazzo per costringerlo ad alzarsi presto, ma la fatidica mattina dello scherzo Wade non scende e, mandato il maggiordomo a indagare, è trovato morto e nella stanza ci sono solo sette sveglie.
Quando i Caterham tornano a Chimneys, Bundle scopre che il giovane scomparso è morto nel suo letto e, grazie a un paio di casualità (il rinvenimento di una lettera e il quasi investimento di un altro dei membri del Foreign Office), si ritrova a indagare (sorvegliata da un preoccupato Battle) su non una, ma ben due misteriosi morti e una società segreta che sembra implicata in entrambe, insieme alla sorella e a un amico di Gerry Wade.
Bundle è una ragazza incredibilmente intraprendente per l'epoca: compie in un certo frangente un'azione che ho ammirato, non solo per l'audacia in sé, ma anche per l'inventiva di Agatha Christie, che la immagina. Bundle pianifica, insieme o separatamente dai suoi due compari, le mosse, si butta nell'azione; tuttavia sul finale, la risoluzione avviene un po' sullo sfondo. Sono comunque personaggi comprimari a risolvere il mistero, ma Bundle (come un po' il lettore) corre dietro a ciò che le apparenze sembrano suggerire.
In realtà, come scopre Bundle e come avevo pensato quando mi sono imbattuta in una particolare scena, alcune parole pronunciate vanno interpretate e, se ci si pone la domanda sul corretto modo di farlo, ecco che si delinea fin da subito l'evidente responsabile.
A parte il finale, fuori campo, che mi ha leggermente contrariata, è stata una lettura gradevolissima, per la quale ho provato quel delizioso contrasto che ama il lettore "voglio continuare a leggerlo per vedere come finisce" e "rallentiamo perché vorrei che mi durasse di più la lettura". La Christie è magistrale nel condurre il lettore dove preferisce e nell'alternare intrigo, umorismo e un pizzico di romanticismo (ce lo mette sempre, perché l'amore è uno degli ingredienti primari della vita).
Giudizio sul romanzo: ⭐⭐⭐ 1/2
Passando alla serie, le mie prime impressioni erano state:
- che estetica deliziosa;
- l'attrice di Bundle (Mia McKenna-Bruce) ha tre espressioni in croce;
- ci sono troppi intrecci di personaggi, troppe coincidenze.
La serie, in realtà, è stata piacevole, esteticamente curata e ha ricevuto un adattamento che ha stravolto poco la storia (almeno fino al terzo episodio). Il cast, in realtà, è stato azzeccato, le interpretazioni buone (anche se non sono entusiasta della protagonista), le scenografie eleganti, la luce calda. Ci sono un paio di discorsi retorici sulla guerra che dovrebbero approfondire i personaggi che li pronunciano, ma in realtà nessuno dei personaggi, in questo senso, è particolarmente ben scritto. Nel complesso è un prodotto che ho trovato gradevole, ma meno del libro, che ha più aria per sviluppare storia e, soprattutto, personaggi.
Venendo alle differenze fra serie e romanzo, la prima cosa che salta all'occhio è che ci sono molti più legami fra i personaggi. Bundle e sua madre (Helena Bonham-Carter, che sostituisce il personaggio di Lord Caterham) risiedono a Chimneys durante l'affitto dei coniugi Coote e conoscono i ragazzi del Foreign Office che saranno implicati nella vicenda. Di più, Bundle ha con loro rapporti di amicizia o persino oltre, mentre nel libro conosceva solo Bill Eversleigh. Non solo: la prima scena della serie ci mostra un elemento che, ripreso successivamente, mostra un coinvolgimento familiare in certi misteri.
Questo risulta stonare un po': Bundle è legata da troppi fili rossi ai misteri che si stanno per mettere in scena, soprattutto quando le capita di percorrere una qualunque strada e di fermarsi appena prima di investire la seconda vittima. Era già forzato che le succedesse nel romanzo, una coincidenza troppo grossa, amplificata tuttavia, almeno secondo me, dal fatto che non si trattasse di uno sconosciuto.
Gli altri adattamenti operati dalla serie, secondo me, sono abbastanza trascurabili, direi comprensibili. Qualche personaggio è tagliato e, di conseguenza, le loro azioni sono svolte da altri, ma lo stavo trovando un prodotto tutto sommato fedele all'originale, fino al finale. Nel terzo episodio a mutare sono sia la scena, sia un sostanzioso colpo di scena che non mi aspettavo (anche perché nessun indizio era stato disseminato in tal senso, è proprio un'aggiunta messa allo scopo di usare il personaggio in quel modo nuovo e di rottura): audace, d'effetto, ma abbastanza superfluo secondo me.
Per quanto riguarda il cambio di scena, da un lato mi spiace perché l'ambientazione originale chiudeva un po' il cerchio (e siccome la vicenda, comunque, va conclusa lì, nella serie devono aggiungere un escamotage); dall'altra quella nuova si presta meglio all'azione, che vede più protagonista Bundle (forse troppo, finanche in modo inverosimile) e risolve il difettuccio che rendeva debole il finale di carta.
Sceneggiatori, la dovete finire di far sembrare che una donna sappia fare tutto, anche quando non lo ha mai fatto, ci fate sembrare delle insopportabili sottutto, indipendenti anche quando non è necessario, è poco verosimile o più vantaggioso e intelligente fare altrimenti.
Bundle fa un'altra cosa che non mi piace: ignora il contributo che possono apportare gli altri; un po' lo fa anche nel libro, si svicola perché preferisce agire di testa propria e non glielo lascerebbero fare, ma non quando ha i personaggi sotto mano. In quel caso si affida, gioca in squadra, si fida di Battle (del resto ha già lavorato con lui, qui interpretato da Martin Freeman). Qua invece inquisisce il povero ispettore, rifiuta aiuto quando farebbe comodo e in altri momenti è indisponente con altri personaggi. La colpa è della moderna scrittura dei personaggi femminili, problema ormai che ci affligge da qualche tempo. Per il resto la scrittura è meno didascalica rispetto ad altri prodotti Netflix e non solo visti di recente e questo è apprezzabile, ma non è curata nel dare corpo ai legami fra personaggi o a sfaccettarli. Per esempio, i Coote sono caratterizzati sono in modo negativo, mentre il romanzo sapeva giocare ironicamente su di loro; oppure il personaggio di Pongo è presente, ma non si sa davvero perché sia lì.
Complessivamente, la serie offre un intrattenimento non sgradito, ma avendola vista in contemporanea alla lettura del libro o subito dopo di essa, non mi aggiunge niente di più, anzi forse mi toglie un po' di divertimento.
Giudizio sulla serie tv: ⭐⭐⭐ -