sabato 22 novembre 2025

Il mio primo (problematico) approccio a Murakami

 Per esperienza, approcciare un autore dai racconti può essere insidioso, specie se la raccolta è molto ricca, ma non altrettanto variegata.

L’elefante scomparso e altri racconti di Haruki Murakami (Einaudi, 310 pagine) raccoglie diciotto storie scritte tra gli anni Ottanta e i primi Novanta. Quasi tutti i racconti hanno una vena fantastica o surreale e sono tutti scritti in prima persona (sedici con un narratore uomo e due con una narratrice).


La narrazione in prima persona non incontra particolarmente i miei gusti, ma i racconti con protagonisti uomini hanno (quasi) tutti una stessa caratteristica: si parla di un incontro o di un'attrazione del protagonista verso una donna e, frequentissimamente, quasi fosse un punto obbligato, di sesso, fino a descrizioni che, sinceramente, forse sono fini a sé stesse o un qualche pallino di questo autore, ma non mi sono né di interesse, né li trovo gradevoli.

All'inizio della lettura ero abbastanza incuriosita da alcuni elementi, sostanzialmente quelli fantastici, che mi rendevano originale la penna di Murakami. Si tratta della prima dozzina di racconti,  quelli degli anni Ottanta.

Tuttavia, dopo un po', la ripetitività dei temi e degli schemi della storia mi ha stancata, fino ad annoiarmi, specialmente gli ultimi sei, che non sono che una mera cronaca di una qualsiasi vita normale, in cui si ripetono azioni ordinarie e quotidiane: ho fatto la spesa, sono andata in banca, ho tagliato il tofu, ho fatto bollire il brodo, etc...Quasi tutti i personaggi si ritrovano a cucinare e/o ad ascoltare musica, permettendo all'autore di raccontare i propri gusti musicali.

La descrizione dei personaggi finisce per somigliare a un Curriculum Vitae: dove si sono laureati, che lavoro fanno, perché sono scontenti e come si ritrovano nella condizione attuale a sperimentare quello che è il tema del racconto.

Devo riconoscere che ho apprezzato moltissimo l'estro, le trovate inusuali, fantastiche, in particolare quelle relative (per qualche ragione incomprensibile) agli elefanti: elefanti che spariscono, elefanti da adottare, da fabbricare, magliette e lampade con gli elefanti. Questo aspetto l'ho davvero adorato.

Giudizio: complessivamente, la prima impressione di questo autore è un ni. ⭐⭐ 1/2

Lo stile è monotono e le tematiche sono troppo reiterate, il che non può che stancare molto prima del diciottesimo racconto. Forse in un romanzo il tema potrebbe risultare diluito e, se farò un secondo tentativo, sarà senz'altro con un romanzo lungo, ma prima devo farmi un po' passare la nausea.

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