A differenza delle altre raccolte che ho letto di ABEditore, Spettriana (230 pag), almeno all'inizio, non mi stava entusiasmando. Perché?
Solo perché non mi aspettavo che (nella prima sezione) ci fossero non racconti, ma "testimonianze", non narrativa, ma leggenda o fatti tramandati "dall'antica Europa": quasi tutti stralci di leggende metropolitane tramandate nelle cronache d'epoca e non racconti, a eccezione degli ultimi.
Un saggio consistente sulle storie di fantasmi precede le storie, raggruppate in sezioni: spiriti molesti, case infestate, racconti di misteri che avvengono proprio al momento del passaggio, fantasmi legati al mare e, infine, all'amore.
“Che ne è stato dei fantasmi dalla mano ammonitrice e dalla forma sfuggente, che domavano il cuore spavaldo del soldato e facevano svelare all’omicida, nello stupore del mezzogiorno, l’opera occulta della mezzanotte?”
La prima sezione, ad esempio, contiene storie sei-settecentesche, ma si analizzano in questa raccolta tutti i topoi del genere, partendo anche da storie più lontane, per esempio mostrando che di racconti di case infestate da presenze che non trovano pace (almeno fino al giusto riposo dei resti) ne trattò anche Plinio il Giovane.
Altro topos utilizzatissimo, ritrovato in molti racconti gotici, è quello della comparsa del fantasma all'ora della morte, anche in luoghi distantissimi.
La parte successiva, quella dei racconti, mi è piaciuta di più, forse per la prosa più scorrevole e avvincente, per esempio mi è piaciuto un sacco quello sull'olandese volante, Vanderdecken's message home.
Uno chiese: "Ma dov'è? Non la vedo".
Un altro risponde: "Alla luce dell'ultimo lampo, non aveva una sola vela ripiegata: ma noi ne conosciamo la storia e sappiamo che nessuna vela la condurrà in porto".
Nella raccolta ho trovato anche due varianti di due racconti che avevo già letto in altro contesto: La monaca insanguinata, versione originale di un brano che avevo incontrato nel corso della lettura de Il monaco e una variante de La sposa cadavere, che ABEditore già aveva pubblicato nel volumetto di Friedrich August Schulze.
L'ultima sezione è quella che riepiloga una serie di fantasmi che non erano tali.
Si aggiungono alla raccolta, oltre a un apparato di immagini splendide e curate cornici all'inizio delle sezioni, un glossario e un (a metà fra serio e faceto) "Rimedi contro il timore degli spettri", che include:
- Nel momento in cui crediamo di percepire coi sensi qualcosa di fuori dal comune, non bisogna mai prendere l'abitudine di rivolgere la nostra immaginazione verso le storie di spettri;
- La maggior parte degli uomini, all'incirca, non ha mai sperimentato apparizioni, e quelli che ne hanno viste l'hanno fatto molto raramente: è dunque irragionevole averne paura tutte le notti.
Giudizio: ⭐⭐⭐

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