mercoledì 4 febbraio 2026

Un vero giallo cozy ambientato nel Lecchese: Morte in grigio chiaro

 Mi è stata proposta in anteprima la lettura di Morte in grigio chiaro (156 pag) dalla casa editrice indipendente Incipit 23 e ne sono rimasta subito incuriosita. Durante la lettura è stato un vero piacere scoprire che l'esordiente scrittrice, Clara Prandi, non sembra affatto alle prime armi. Dal 7 febbraio lo trovate online e in libreria (sarà presentato con l'autrice alla libreria di Incipit 23 a Milano -  Via Casoretto, 42 alle ore 18).


Due vite antitetiche, quelle di Carlotta, architetta sposata a un uomo sempre vestito in grigio chiaro del Nord, e quella di Tonino, ladro calabrese dal carattere molto più passionale. Eppure, in quella vacanza di Carlotta a Tropea scatta la passione, che avrà delle conseguenze. Quando Carlotta torna alla sua ordinaria vita, condotta separatamente da quella del marito, ormai da anni, Tonino la segue, un po' per amore e un po' perché sa che lei detesta due quadri di quel marito collezionista, due quadri, però, che valgono una fortuna. Tonino spera in un ultimo colpo che gli cambi la vita, ma il venerdì del colpo, anziché trovare la casa vuota come aveva capito dall'amante, trova il corpo senza vita del marito.

Per coincidenza, guardie e ladri di Tropea si sono trasferiti tutti in provincia di Lecco e a indagare su questo omicidio è un amico d'infanzia di Tonino, il maresciallo Vincenzo Pepe.

Pepe è un uomo soddisfatto della sua vita e del suo lavoro e nelle indagini ci mette impegno, pazienza ed empatia. Le indagini occupano la fetta più cospicua del romanzo e ci mostrano gli indizi e i processi mentali del nostro maresciallo (esattamente come dovrebbe fare un giallo), in equilibrio fra correttezza e necessità di aprire porte per le quali i protocolli potrebbero non avere la chiave.

Ho trovato la lettura molto piacevole, per la scorrevolezza della lettura, il personaggio di Pepe, per l'ironia che permea le pagine, descrivendo in modo pungente i personaggi (anche se soprattutto le donne, che hanno quasi tutte dei difetti caratteriali, di pensiero, di aspetto) e rimanendo leggero nel tono. Oltre a una maggiore critica sulle sospettate che i sospettati, l'unica altra cosa curiosa che ho trovato è stata questa sottolineatura della stranezza di pagare con la carta di credito piccole cifre. Non sono riuscita a spiegarmela, dal momento che il romanzo è ambientato ai nostri giorni e pensavo che questa avversione fosse stata superata una buona decina di anni fa, trovandola oggi una pratica normale, persino in alcune zone del Sud Italia (e mi pare strano sia rimasta questa preferenza per il contante proprio al Nord).

Di solito il giallo italiano stenta ad essere cozy, anche quando dichiara di appartenere al genere, limitandosi a creare personaggi che, come Montalbano, amano mangiare. In questo mistery il comfort non è dovuto solo alla caratteristica di Pepe di apprezzare la buona cucina di sua moglie, ma al tono generale, all'assenza di drammaticità; soprattutto, rispetto ad altre letture precedenti, è presente la seconda componente del binomio, ossia ci si trova davanti a un giallo vero.

Giudizio: complessivamente è una lettura davvero gradevole ⭐⭐⭐

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