martedì 13 ottobre 2026

Un amore che non finisce mai: La Musica di Duras

 Non avevo ancora letto niente di Marguerite Duras e poi al Salone del Libro ho visto quella copertina semplice ma elegante, incorniciata dal mio colore preferito. 

Ho aperto l'aletta per leggere la trama:

due ex coniugi che si rincontrano dopo il divorzio nella hall di un albergo; due chiacchere impacciate che finiscono per riallacciare le fila di un discorso mai interrotto, i bordi di ferite mai sanate.

Ho posato l'altro libro che avevo scelto (Le vedove di Camus) e preso questo testo (L'Orma, 150 pagine, note comprese) con me, scoprendo nella lettura di queste due brevi pièce teatrali l'opera più bella di quest'anno fra quelle lette finora.


La musica
va in scena per la prima volta nel 1965 e vent'anni dopo l'autrice decide di immaginare parole diverse, un diverso svolgimento dei dialoghi fra Anne-Marie Roche e Michel Nollet in quella hall.

La musica seconda è una variazione sul tema: inizia quasi come il primo testo, lo riprende (anche se con tagli che non mi sono piaciuti), lo segue pedissequamente fino a un certo punto e poi svolta in una direzione diversa; due strade che vanno dalla stessa parte.

Aver pubblicato i due testi insieme asseconda la visione dell'autrice: le opere sono state rappresentate negli anni in modo indipendente o come due tempi della stessa rappresentazione e già solo questo aspetto ci dà una misura della mente della scrittrice.

La seconda versione è più lunga eppure mi pare più approfondita e compiuta la prima (ma non sono certa che questa impressione derivi dal fatto che mi ero già legata alle parole della prima). 

Questa lettura è stato un viaggio dentro un amore viscerale e impossibile: due amanti che si sono adorati e poi odiati eppure continuano ad amarsi, forse in modo nuovo e diverso dopo essersi persi; è forse l'impossibilità di aversi di nuovo che gli fa provare quel desiderio (quello che vuoi di più è quello che meno puoi avere e quello che meno puoi avere è quello che avevi già e che hai perso), quel canto di sirena?

Duras ci guida con precisione fra i sentimenti, le incomprensioni e le pulsioni di questa coppia in cui riversa anche un po' di sé e crea un dialogo universale che funziona riproposto in ogni combinazione.

Giudizio: ⭐⭐⭐⭐⭐

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