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domenica 16 agosto 2026

Leggo Paperone per la prima volta raccontato oltre che disegnato da Fabio Celoni: un'avventura in Atlantide

 Questo maggio, ho preso da Panini al Salone del Libro a Torino due volumi di Paperone scritti e disegnati da Fabio Celoni.

Il primo che ho letto è Paperone in Atlantide, su cui Celoni mi ha anche realizzato uno sketch, e che aspettavo uscisse da quando la storia è uscita in quattro capitoli su Topolino tra i numeri 3661 e 3664 a inizio 2026, dal 21 gennaio all' 11 febbraio.

Rimesse insieme le quattro parti della storia, il volume aggiunge anche un focus sul making of.


L'avventura pensata da Celoni inizia con una sequenza molto cinematografica, muta e con vignette in formato diverso da quello tradizionale.

Paperone è partito senza dire niente alla famiglia e naufraga in mezzo all'Oceano. I nipoti scoprono che stava cercando Atlantide e partono al salvataggio.

Quello che sembra un viaggio intrapreso da Paperino, Qui, Quo e Qua alla ricerca dello zione perduto, in realtà si trasforma in un viaggio di Paperone alla ricerca di sé.

Paperone smarrisce memoria e identità, ma conserva un'aspirazione, il lato più presente nel suo carattere, che non è solo il desiderio di arricchirsi. Paperone non è solo avido (e chi ama il personaggio lo sa bene). Paperone è desiderio di scoperta e avventura; non ha paura né di affrontare le avversità, né di guardare in faccia la realtà o uno specchio.

Il tono del fumetto è a tratti cupo, ma rimane un'avventura Disney destinata anche a un pubblico giovane, pertanto spesso sdrammatizza, soprattutto attraverso il personaggio di Paperino, in questa veste sia spaccone, sia preso da dubbi quando i nipotini non lo osservano. I livelli di lettura sono molteplici, come spesso accade le storie Disney. I colori sono studiati alla perfezione per trasmettere la drammaticità di molti momenti della storia.

Questo fumetto mi è piaciuto sia nei disegni, nella struttura, sia nel tipo di viaggio introspettivo che compie Paperone nella storia.

Giudizio: ⭐⭐⭐⭐

domenica 12 luglio 2026

Un lavoro di cui spero di vedere il seguito: Blind Date

 Dorilys Giacchetto è una fumettista che ha all'attivo diversi lavori; Pietro Bacci è uno sceneggiatore e regista del mio paese; insieme, per Tora Edizioni, danno vita al fumetto Blind Date (2021, 130 pagine), che ho letto lo scorso Natale (mi è stato prestato, poiché purtroppo attualmente non si trova).


Si tratta di un fumetto che ho trovato molto divertente nell'idea e nella realizzazione.

Tre amici decidono di passare la sera di Halloween in discoteca e conoscono tre ragazze, con cui si danno appuntamento per il giorno successivo. Le ragazze si somigliano molto, ma soprattutto somigliano a un'assassina appena rilasciata. Da qui parte la vicenda, più commedia degli equivoci che thriller, ma molto gradevole.


Ho molto apprezzato la scrittura del mio compaesano, la sintesi, per esempio nel fornire l'antefatto criminale della ragazza misteriosa con due vignette o nel darmi i due dettagli necessari e sufficienti a collocare la storia nel tempo e nello spazio:


I personaggi non sono approfonditissimi (è anche una breve avventura di 130 pagine), ma ognuno ha la sua personalità, gli spazi sono essenziali ma riconoscibili.

Giudizio: ⭐⭐⭐ 1/2 molto godibile e divertente, spero di rivedere il mio conterraneo a lavoro presto su altre opere