mercoledì 9 aprile 2025

L'ospite di Dracula non mi ha convinta

 L'irlandese Bram Stoker (1847 – 1912) è noto principalmente per aver scritto Dracula nel 1897. Altre opere dell'autore sono meno note e, forse, c'è un motivo.

Tempo fa lessi nell'edizione Nero Press La tana del serpente bianco (The Lair of the White Worm, 1911) e rimasi abbastanza perplessa, in particolare dopo aver letto il finale e aver appurato che l'edizione era integrale e senza tagli.


Questa volta mi sono cimentata nella lettura della raccolta che prende il nome da L'ospite di Dracula: racconto ispirato a scritti di Sheridan Le Fanu e che avrebbe potuto essere il primo capitolo del romanzo che poi rese celebre Stoker. La storia, tuttavia prende fino a un certo punto: il focus è più sull'ambiente, sulla descrizione degli eventi atmosferici che non sugli accadimenti, che assumono un senso totalmente diverso solo con il plot twist delle ultime righe.

I racconti compresi all'interno sono quattro e, oltre al primo, sono presenti La Squaw, Il funerale dei topi e La casa del giudice, per un totale di appena cento o centoventi pagine (possiedo la raccolta in due edizioni: una recente della Newton Compton e la vintage 100 pagine 1000 lire).

La Squaw è un racconto brevissimo sulla vendetta, che assume tinte piuttosto crude e macabre, anche se era facile intuirne il finale.

Il funerale dei topi racconta una fuga da un ambiente squallido e di pericolo ed è il racconto che ho trovato più noioso e meno riuscito.

La casa del giudice è invece il classico racconto della casa infestata e, sinceramente, il racconto che ho preferito dei quattro, con un finale anche piuttosto inaspettato.

Devo ammettere con dispiacere che non ho trovato la lettura avvincente, a eccezione dell'ultimo racconto, che presenta una discreta suspense. Le atmosfere sono grottesche e orrorifiche, ma mi hanno confermato l'impressione tiepida sugli altri scritti di Stoker che mi ero fatta leggendo La tana del serpente bianco.

Giudizio: ⭐⭐ 1/2

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