Dashiel Hammett, prolifico autore principalmente di racconti noir, è celebre soprattutto per il personaggio dell'investigatore privato Sam Spade, che Humprey Bogart ha reso immortale nella pellicola di John Huston del 1941, Il mistero del falco, tratto dal romanzo Il falcone maltese (1930).
Personalità tormentata, Hammett è stato a sua volta ispettore privato ed è morto a 67 anni per alcolismo (la sua vita è raccontata nel film Hammett - Indagine a Chinatown (1982) di Wim Wenders.
Colpevolmente non ho mai letto il più celebre romanzo dell'autore o le opere con il suo detective più famoso, ma sono partita alla scoperta di Hammett da alcuni racconti.
Sono rimasta folgorata dal tono cinematografico con cui è raccontato Donna al buio, di cui ho parlato tra queste pagine ben tre anni fa.
Devo dire che sono rimasta meno favorevolmente colpita dai tre racconti contenuti nella raccolta Cadaveri di donne gialle e scritti fra il 1925 e il 1927. In questo caso il protagonista è Contenental Op, altro detective su cui Hammett ha scritto 28 racconti e 2 romanzi (Piombo e sangue, Il bacio della violenza).
Caratteristico dei racconti su Op è il racconto in prima persona: il detective racconta le sue imprese nel suo slang da uomo spiccio e abituato al lavoro sporco senza che il lettore sappia mai il suo nome. Anche la sua descrizione fisica ci è celata (dovrebbe essere un uomo di mezza età basso e tracagnotto). Si evince soltanto che lavora per un'agenzia e che si confronta di tanto in tanto col suo capo. Ha molte conoscenze utili tra i bassifondi e ogni tanto lavora in incognito (come nel secondo racconto della raccolta).
Il primo racconto, che dà il titolo alla raccolta, è ambientato in una mesta e degradata Chinatown dove niente è come sembra e ci sono regole proprie.
Il secondo racconto ha un sapore totalmente diverso, western. Op, sotto copertura, si ritrova sceriffo di Corkscrew, in Arizona, invischiato in una faida fra cowboy.
L'ultimo racconto cambia ancora scenario e tono, poiché il nostro detective si ritrova in mezzo a una storia di gangster.
Rispetto a Donna al buio, racconto comunque successivo (1933), caratterizzato dall'immediatezza dell'immagine e da una brevità in grado di restituire la scena come se il lettore ci fosse immerso, questi racconti hanno una prosa meno brillante, più descrittiva e il ritmo ne risente. La comprensione degli accadimenti è anche ostacolato da uno slang non sempre chiaro (questo potrebbe dipendere dalla mia vecchia edizione). In ogni caso, vuoi per la traduzione, vuoi per la scrittura ancora da maturare, i racconti non mi sono piaciuti così tanto e consiglierei di partire da altre opere dell'autore per approcciarlo. Anche io devo decidermi a leggere Il falcone maltese.
Giudizio: ⭐⭐ 1/2

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