Mentre il mondo sta leggendo Strane case, io vi do la mia sul primo libro di Uketsu, ossia Strani disegni, pubblicato da Einaudi lo scorso anno e che io ho letto questa primavera.
Sembra da copertina e trama inquietante e quasi orrorifico, ma si tratta di un mistery, con alcuni momenti che si avvicinano al thriller.
La storia è narrata da più punti di vista: un ragazzo che scopre un blog che nasconde un segreto inquietante dietro a semplici disegni, una maestra che immagina un bambino celi qualcosa nei suoi disegni e una storia che, come un puzzle, si costituisce un pezzetto alla volta sotto agli occhi del lettore.
È un romanzo che ha fatto molto parlare di sé in positivo e in negativo (in effetti ho voluto leggerlo perché ne avevo sentito parlare malissimo e la mia curiosità si è risvegliata), ma io che ne penso?
Mi colloco abbastanza nel mezzo.
Cosa mi è piaciuto? Ho particolarmente apprezzato il gioco narrativo con cui l'autore aggancia il lettore. Funziona molto bene secondo me: Uketsu cambia spesso punto di vista e lunghezza focale, passando da focus su specifiche parti della storia, che, andando avanti, appaiono solo come piccoli dettagli in un quadro molto più ampio. Via via che apre l'inquadratura la storia cambia, la prospettiva si ribalta.
Cosa non mi è piaciuto? La scrittura è estremamente semplice e ritrovo una certa piattezza nei personaggi e soprattutto nei loro sentimenti, che a onor del vero ho constatato in praticamente tutta la narrativa giapponese in cui mi sono imbattuta. La risoluzione del mistery ha diversi punti tirati per i capelli che non vanno facilmente giù a una lettrice di gialli (non è la prima e non sarà l'ultima volta e dopo il detective Kindaichi potrei anche smetterla di meravigliarmi...)
Giudizio: da sufficienza ⭐⭐ 1/2
Ve lo consiglio? Non è imperdibile come vogliono farvi credere, ma se volete togliervi la curiosità, sono 248 pagine che scorrono abbastanza bene

Nessun commento:
Posta un commento