L'autrice Antonia De Gattis, che ha scritto alcune poesie ma che ha sempre apprezzato i gialli di Camilleri e che esordisce nella letteratura mistery con Il commissario Ferramonti. Un giorno nero alla hijumara mi ha veramente sorpresa (e non solo per avermi proposto di leggere il suo romanzo).
Il romanzo è breve, ma denso. Le linee del racconto sono 2.
Da una parte abbiamo il passato familiare del protagonista, triste e forse non emerso completamente, che si svelerà a poco a poco, intervallando i capitoli dedicati al caso.
Dall'altra conosciamo il commissario Nicola Ferramonti, alle prese con un brutto fatto: il ritrovamento di una ragazza nella hijumara. Sembra un quadro di Millais, ma si inserisce invece in un contesto che l'autrice descrive bene e che è uno dei punti forti di questo testo.
De Gattis racconta una Calabria fatta di contrasti, ma che si sente quanto è amata a ogni parola: la bellezza mozzafiato si accompagna alla triste realtà della criminalità, ai suoi interessi, alle sue faide. Eppure ciò che è così chiaro in Procura stride a Ferramenti, che ha poco tempo.
È un uomo particolare: ha la sindrome di Asperger e un senso morale molto forte. Porta con sé un vissuto che lo ha segnato, ma sa aprirsi, specialmente con la donna che ama. L'unica nota fuori posto è che ha rapporti forse troppo facili per la sua condizione, interagisce, è socievole. Contrapposto a un Montalbano, che con Pasquano litigava frequentemente, qui commissario e medico legale vanno d'accordissimo, con molti convenevoli.
Il testo è ricco. L'autrice ha saputo calare nel racconto i punti di vista del commissario, riflessioni, le difficoltà dell'indagine, i rapporti umani.
Ci sono molti richiami nel modo di condurre l'indagine, nei rapporti del protagonista, in questa struttura del testo che mi hanno richiamato i gialli con Salvo Montalbano.
Antonia scrive molto bene (non ogni frase è perfetta, non ogni dialogo riuscitissimo, ma è una valida scrittura), soprattutto considerando che questo è il suo primo romanzo e le sono molto grata di avermi dato l'opportunità di leggerlo.
Un giorno nero alla hijumara è un buon giallo, di piacevole lettura e scritto bene, che consiglio a chi apprezza il giallo di Andrea Camilleri.
Giudizio: ⭐⭐⭐ 1/2

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