Edmund Crispin è stato un compositore che si è reso noto anche nell'ambito della scrittura poliziesca, soprattutto per la serie dedicata all'eccentrico professore di Oxford Gervase Fen.
Il negozio fantasma è il terzo volume (252 pagine) di questa serie, in precedenza pubblicata da Mondadori, che ora Blackie ha deciso di ridare alle stampe.
La storia, uno di quegli enigmi della scatola chiusa che piacevano tanto a John Dickson Carr, a cui Crispin è debitore, è originale e caotica.
Un amico poeta del professor Fen, Richard Cadogan, decide di andare in vacanza proprio a Oxford; il viaggio si protrae per ore e giunge nella località nella notte, imbattendosi per caso in un mistero.
Cadogan entra in un negozio di giocattoli perché nota la porta aperta e trova un cadavere, ma riceve una botta in testa. Si risveglia, ore dopo, in stato confusionale e si reca alla polizia per raccontare cosa è accaduto, ma il negozio e la morta non si trovano più. Solo Fen potrebbe credergli e in effetti il detective in erba, che gode già di un certo credito per i casi precedentemente risolti, lo trascina in giro per la cittadina, interrogando alcune figure molto particolari e seguendo una pista che è un rompicapo vero e proprio.
Fen è un uomo cinico e totalmente distaccato dalle convenzioni: rispettare gli orari del ricevimento o il programma delle lezioni, usare le cortesie necessarie, niente di tutto questo ha alcuna importanza; non si cura molto degli altri, insomma: è tutto tranne che senza macchia. Non è un buono, ma è scaltro, energico, ha intuito ed è uomo d'azione. Mi è piaciuto moltissimo.
Anche Cadogan è un bel personaggio, con maggiore senso del dovere e del pudore, più remissivo e impacciato di Fen; anche lui stravagante, allergico al lavoro, una spalla comica perfetta per il professore.
Non tutto torna, nemmeno alla fine; non è un giallo convenzionale (e di solito questo mi disturba molto) e i responsabili del mistero concedono pure ai nostri protagonisti una certa indulgenza, però il viaggio è molto divertente. Il ritmo c'è, la storia è dinamica, con frequenti cambi di ambientazione; molti personaggi sono coloriti, alcuni strampalati, ma soprattutto un umorismo vivace accompagna ogni singola pagina di questo romanzo.
Ci sono persino giocosi riferimenti del personaggio di Fen al suo scrittore Crispin, in uno slancio molto moderno per il 1946.
Mi basta?
Questa volta sì, ma vorrei leggere altro di Crispin per valutare se ci sono gialli più "solidi" nel suo repertorio.
Giudizio: ⭐⭐⭐⭐

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