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domenica 17 maggio 2026

Racconti di fantasmi scritti con l'IA? No, grazie

 Quando mi è stato inviato da Italian Ghost Story il volume I fantasmi di Venezia, per il quale li ringrazio moltissimo, non mi aspettavo che si trattasse di racconti. Seguendo la loro pagina pensavo sarebbero state leggende di misteri Veneziani, riportate come fa Lidia nei video della pagina. Il libro contiene 17 brevissimi racconti che si ispirano a leggende, riportate dai curatori in fondo al volume, col lodevole intento di tramandarle, non lasciare che siano dimenticate.

Seguo la pagina da tempo perché sono sempre stata affascinata dalle leggende, dal folklore, dalle storie di fantasmi e, in generale, da tutte le narrazioni che mettono i brividi. Inoltre è stato il primo libro che mi è stato proposto come omaggio anche cartaceo, cosa che mi ha sicuramente lusingata.

Però, però, però, però...


I primi 11 racconti hanno una struttura molto simile: un personaggio brama qualcosa di più, di solito talmente estraneo alle leggi e alle morali degli uomini da essere proibito e da richiedere un prezzo molto alto per averlo desiderato o ottenuto. E queste ambizioni (che siano dominare un'entità o un fenomeno soprannaturale, riavere indietro un amato, accedere a un luogo maledetto o raggiungere un oggetto potente per i propri scopi), comportamenti reprobi per le creature protagoniste del racconto, saranno tutte punite.

Gli ultimi racconti hanno un tono più dolce, più intimo e le creature aiutano più che punire i personaggi. Tra questi Rondò: taglio teatrale, flusso e storie diverse dalle altre. Alcuni, come il racconto su Casanova e sul Golem sono più dinamici e avventurosi. Il penultimo racconto ha una narratrice molto originale.

La scrittura è volutamente solenne. Alcuni pattern e modi di scrivere ritornano con frequenza: personaggi che perdono conoscenza; frasi aforistiche; finali con un avvertimento; la struttura della frase "non questo, ma questo", in un intento di costruzione del mistero, dell'onirico.

Se devo essere proprio onesta, molte frasi sembrano scritte in modo serialmente simile - non tutte, non in tutti i racconti. In alcuni momenti alcune frasi hanno una ricercatezza che sembra più spontanea, ma il sospetto che ci sia stato un aiuto artificiale per scrivere (a questo punto la cosa diventa un indizio) dieci titoli in sei anni. La cosa potrebbe essere ovvia (dal fatto che manca il nome di un autore unico, anche se sono citate le persone fanno parte del progetto) e non necessariamente un male, se lo scopo è far conoscere le antiche leggende di un luogo o il progetto del brand, che fa anche Ghost Tour.

Tuttavia, dal punto di vista letterario è un danno e non c'è qualità (anche se c'è in giro di peggio, non solo scritto dagli androidi), pertanto avrei nettamente preferito che le leggende fossero narrate come fatto mitico, storico, aneddotico.

Giudizio: ⭐

martedì 2 gennaio 2024

Canto di Natale & Co: i racconti di fantasmi di Charles Dickens

 Charles Dickens non è stato un prolifico autore di storie di fantasmi, ma, periodicamente, nelle sue e in altrui riviste ha fatto uscire diversi e apprezzati racconti sul tema, il più famoso dei quali è senza dubbio, il Canto di Natale.

Questo dicembre mi sono immersa nell'atmosfera gotica e magica creata dall'autore inglese con Da leggersi all'imbrunire e Canto di Natale, primi miei approcci a questa illustre penna.

La prima è una raccolta, edita da Einaudi, di racconti apparsi in riviste o tratti da opere come Il circolo Pickwick.

I racconti variano molto per lunghezza e contesto. Alcuni sono proprio estrapolati da contesti più ampi e, talora, si nota. Alcuni sono più riusciti, altri meno, ma in tutti si ritrova una narrazione piacevole da seguire e un senso dell'umorismo inconfondibile. Per questo, molto più che essere spaventosi, i racconti sono soprattutto molto divertenti. Alcuni temi, come la promessa fra congiunti di tornare a farsi vivi dopo la morte, o l'apparizione di uno spettro a un conoscente proprio mentre il proprietario lasciava questo mondo, ritornano spesso. Si ritrovano anche nell'appendice conclusiva, dove sono riportati racconti di predecessori o coevi di Dickens, che analogamente a lui si erano cimentati con gli stessi topoi.

Il mio preferito, come atmosfera, dei racconti presentati in questa raccolta, è probabilmente il primo capitolo della La casa infestata, che promette un esperimento sull'osservazione delle presenze in una vecchia e abbandonata casa. Il tema precede molte altre produzioni a venire, tra cui per esempio L'incubo di Hill House di Shirley Jackson, ma ha un'evoluzione completamente diversa e più vicina a quanto assistiamo durante una delle apparizioni degli spiriti in Canto di Natale.

Giudizio: ⭐⭐⭐⭐ Ho giudicato la lettura estremamente piacevole e i racconti mi sono piaciuti quasi tutti.


Per questo mi sono buttata a capofitto subito dopo nella lettura dell'opera forse più nota dell'autore, prima ancora di Oliver Twist.

Ho letto Canto di Natale grazie all'abbonamento gratis per due mesi di Kindle Unlimited, nella bellissima edizione Rizzoli, illustrata da Iacopo Bruno.

Si tratta di un racconto lungo, la cui trama potrebbe anche essere superflua, poiché chiunque viene a conoscenza della storia prima ancora di mettere le mani sul libro. Da bambina ho visto non meno di tre differenti adattamenti animati di questo racconto: a partire dal più celebre Canto di Natale di Topolino della Disney, che ha avuto il genio di creare un vero Ebenezer in Paperon de Paperoni, passando per Concerto di Natale con i Flintstones e almeno una versione cantata che non riesco a ricordare con precisione, prima del film del 2009 che ha Jim Carrey come Scrooge. E non conto tutte le versioni che non ho mai visto, da Barbie ai Looney Tunes.

Ebenezer Scrooge, come il suo socio Marley, morto ormai da sette anni, è un uomo svuotato da ogni sentimento e interessato solo al profitto, che da buon taccagno non divide con nessuno, pagando una miseria anche il suo impiegato Bob Cratchit, che ha una numerosa famiglia da mantenere, tra cui un bambino malato e storpio (il celebre Tim). Una vigilia di Natale, però, riceve una spettrale visita, quella dello spirito di Marley, che si commisera per l'attuale sorte e gli offre una speranza di redenzione: gli appariranno altri tre spiriti, quello del Natale Passato, Presente e Futuro. Gli spiriti permetteranno a Scrooge di riflettere proprio su quanto gli era capitato, sulla situazione presente e su cosa potrebbe accadere un giorno. Da queste visioni, l'uomo trarrà molti insegnamenti per cambiare la sua vita.

Giudizio: una storia molto dolce e piena di speranza, che conoscevo già, e che infatti non viene mai cambiata nella sua trasposizione, probabilmente perché non gli occorre altro. ⭐⭐⭐⭐

martedì 27 dicembre 2022

Natale con i fantasmi: una raccolta di racconti moderni ma non troppo

 Usciti un anno fa, questi otto moderni racconti per lo più hanno un'ambientazione vittoriana, quasi gotica e li ho letti per la maratona di lettura di questo dicembre, la Guforeadathon italiana, che si tiene ormai da qualche anno durante le vacanze natalizie e pasquali.

Uno studio in bianco e nero di Bridget Collins: un uomo prende in affitto una casa, rimasto colpito dall'aspetto straordinario della dimora e del giardino, ma a un prezzo molto accomodante...

L'inquilina di casa Thwaite di Imogen Hermes Gowar: una donna in fuga dal marito, insieme al proprio figlio, trova rifugio in una casa appartenuta al padre dove nella notte si avverte un'altra presenza.

I cantori delle anguille di Natasha Pulley: questo racconto mette in scena i personaggi che la scrittrice ha creato per L'orologiaio di Filigree Street, tra cui Mori, che ha poteri di chiaroveggenza, ma si accorge che c'è un luogo di cui non riesce a vedere le trame future, così vi si reca insieme ad altri personaggi de L'orologiao.

Lily Wilt. Ovvero, del giglio appassito di Jess Kidd: al fotografo commemorativo, Walter Pemble, capita di prestare servizio all'esposizione di una giovane donna bellissima e inattaccabile dai segni della morte.

La sedia di Chillingham di Laura Purcell: un incidente di cavallo costringe Evelyn su una sedia a rotelle appartenuta al padre del futuro sposo della sorella, morto in circostanze misteriose.

Sempreverdi di Natale di Andrew Michael Hurley: un uomo in punto di morte si presenta a chiedere l'aiuto di un uomo di fede, perché vuol farsi perdonare le cattive azioni con cui aveva ripagato una coppia di brave persone che lo avevano soccorso un tempo.

Isolamento di Kiran Millwood Hargrave: nella famiglia Blake è usanza che le puerpere trascorrano in isolamento i primi nove giorni post-partum, ma una strega minaccia l'incolumità del figlio della nuova neo-mamma.

Mostro di Elizabeth Macneal: Victor Crisp, fresco sposo e studioso di paleontologia, sta cercando di compiere una scoperta che possa elevarlo agli onori della Royal Society.


Mi sono piaciuti? Alcuni di più, altri meno, ma sono scritti bene e riescono a essere sinistri ed efficaci. Quelli che meno ho apprezzato sono proprio quelli più moderni, Sempreverdi di Natale, che comunque è molto forte e mi ha fatto abbastanza effetto, e I cantori delle anguille, quest'ultimo anche per via dei personaggi, che avendo già delle dinamiche avviate in un'opera precedente, che non ho letto, mi ha fatto sentire un po' esclusa. Il mio preferito è quello forse più classico, dal finale più scontato, ma ugualmente subdolo, La sedia di Chillingham. Mi ha molto colpito per la tematica della depressione post-partum anche Isolamento, mi è proprio piaciuto e l'ho trovato estremamente crudele.

Giudizio: nel compenso una buona raccolta di racconti che intrattengono senza noia, con alti e bassi ⭐⭐⭐